Meta frena Llama in UE: l'AI in Europa non ha futuro?
Meta blocca Llama in UE: regole troppo rigide? Scopri perché l'innovazione AI trema e cosa rischia l'Europa. Il futuro è in gioco.
Meta frena sull'AI in UE: il nuovo modello Llama non arriverà oltre-oceano.
L'azienda che gestisce Facebook, Instagram e WhatsApp, ha deciso di non rendere disponibile nell'Unione Europea la versione multi-modale di Llama, il suo modello AI open source.
Il motivo? L'ambiente normativo europeo è considerato "imprevedibile" dalla società di Zuckerberg.
Cosa sta succedendo?
un modello multimodale gestisce anche immagini e voce oltre al testo;
La raccolta dei dati per farlo funzionare può andare in conflitto con il Digital Market Act;
L'UE aveva già intimato a Meta di non usare i post degli utenti sui suoi social network per addestrare i modelli di AI;
La decisione di Meta arriva dopo quella di Apple di ritardare il lancio della sua AI (Apple Intelligence) in territorio europeo. (Nell’intervista di seguito l’avvocatessa Giovanna Panucci ci spiega perché Apple è entrata in contrasto con le normative europee per la tutela dei dati degli utenti).
“Rilasceremo un nuovo modello multi-modale nei prossimi mesi, ma non in Europa. A causa dei regolamenti incerti” (portavoce di Meta)
💡 Perché è importante?
Nel caso di Llama potremmo ancora contare sul modello open-source, ma solo per la gestione di testo.
Questa notizia è molto rilevante perché quello di Meta è uno dei modelli aperti più potenti a disposizione degli utenti.
Se oggi vuoi "costruirti il tuo ChatGPT in locale", sul tuo pc per preservare meglio la privacy, la scelta di Llama può essere la più indicata.
Questa frenata impedirà, per il momento, di poter integrare funzioni come la generazione di immagini o di risposte vocali.
🇪🇺 La posizione dell'UE
L'Europa al momento non vuole fare passi indietro e giocare la sua partita come apri-pista per i temi legati alla tutela dei dati degli utenti.
Un obiettivo ambizioso e un rischio, perché ci si muove in un territorio vergine dove la politica e i tribunali si trovano (ancora) a inseguire una tecnologia sempre più veloce e sgusciante.
🌍 Scenario globale
Sullo sfondo (ma neanche tanto) il rischio di restare indietro nello sviluppo di strumenti che saranno centrali per l'economia e la società già dai prossimi anni.
C’è la possibilità concreta che l'Europa sia costretta a restare in secondo piano rispetto a colossi come l'America e la Cina. E che un giorno debba rivedere le sue posizioni per non restare tagliata fuori dalle opportunità legate all'AI.
Gli investimenti delle aziende più grandi e ambiziose potrebbero essere dirottati altrove, con un panorama così incerto. Con una conseguente fuga talenti più interessanti nel campo della ricerca e lo sviluppo.
🔮 Prospettive future
Si tratta di una partita complessa. Lo scenario più auspicabile prevede che aziende e regolatori si siedano intorno a un tavolo, con enti indipendenti formati da ricercatori e tecnici, per studiare insieme una cornice normativa che tuteli tutte le parti in causa.
Al momento, però, con interessi così particolari in gioco e una situazione geopolitica tutt'altro che stabile, le prospettive di una cooperazione internazionale sembrano piuttosto risicate.
📊 Sondaggio: Cosa ne pensi della posizione dell'UE sull'AI?
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