Google Antigravity: corso completo gratis all'agente AI per il coding
Guida completa per costruire un'app con l'agente AI di Google e il confronto tra Antigravity, Claude Code e Codex.
Dico a Google Antigravity di creare una cartella sul desktop che si chiama “app per notizie AI”. Passano pochi secondi e la cartella è lì, vuota e pronta. Questo è un agente ai: un’intelligenza artificiale che può fare cose fuori dalla chat.
Da qui parte il video che ho appena pubblicato. Costruisco da zero un’estensione Chrome funzionante, dalla prima richiesta fino alla pubblicazione online, mentre ti mostro ogni funzionalità di Google Antigravity: l’agente di intelligenza artificiale che Google ha creato apposta per farti costruire siti e app parlando, non programmando. Questa è la guida scritta.
Trovi i passaggi chiave, i prompt pronti da copiare e otto risorse per costruire la tua prima app con Google Antigravity.
Guarda il video su Google Antigravity
Il lancio della Summer AI School scade tra 7 giorni
Ad agosto terremo la Summer AI School: 4 laboratori pratici in diretta, che puoi rivedere quando vuoi, in costruiamo dei team di agenti e completiamo un progetto per laboratorio. Nel primo automatizziamo il lavoro d’ufficio, email e calendario e documenti. Nel secondo automatizziamo i contenuti online. Nel terzo creiamo un’applicazione da zero senza programmare. Nel quarto vediamo come vendere questi servizi.
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Cos’è Google Antigravity (e Antigravity 2)
Google Antigravity è un agente di intelligenza artificiale: parla con i tuoi documenti, usa le applicazioni che utilizzi ogni giorno e lavora anche quando non sei davanti al computer, ben oltre quello che ti offre una semplice chat a cui fai una domanda e aspetti la risposta.
La differenza con gli altri agenti che ho già trattato, Claude Code e ChatGPT Work, è lo scopo dichiarato: Antigravity nasce per farti creare siti e applicazioni senza scrivere manualmente una riga di codice. Usi Excel per i fogli di calcolo, usi Word per i documenti e usi Antigravity per costruire un sito o un’app parlando.
Esistono più versioni dello strumento. Quella che uso in questo corso è Antigravity 2, la più aggiornata. Esiste anche un IDE, uno spazio ottimizzato per programmare, che la implementa: ti dà più controllo e vale la pena installarlo se pensi di usare Antigravity in modo continuativo.
L’interfaccia è semplice: al centro una chat con l’agente, a sinistra lo spazio con le tue conversazioni (in realtà sessioni di lavoro vere e proprie) e i progetti, cioè le cartelle che raccolgono tutte le sessioni legate a un lavoro specifico.
Come iniziare un progetto: fatti intervistare prima di scrivere una riga
L’errore più comune è cominciare subito a chattare per avere un primo prototipo. Sprechi risorse: hai un numero limitato di sessioni di lavoro, sia con l’account gratuito sia con un piano a pagamento, e ogni sessione lunga e disordinata consuma più di quanto serva.
Prima si pianifica, solo dopo si esegue. Antigravity 2 non ha ancora una modalità piano di default come Claude Code o Cowork, ma puoi forzarla facendoti intervistare prima di partire.
Antigravity, voglio realizzare un’applicazione che mi permetta di sintetizzare le informazioni più importanti relative all’intelligenza artificiale, prendendo notizie da alcune fonti web che ti indico. Voglio anche costruire un’estensione collegata che mi permetta di salvare manualmente pagine interessanti quando le trovo, per poi ritrovarle nell’applicazione.
Prima di partire con un piano di implementazione, intervistami per aiutarmi a mettere a fuoco tutte le informazioni fondamentali per il lavoro.
L’agente non parte da zero: esplora la cartella di progetto, richiama le skill installate (competenze che ricorda in modo permanente, per esempio come costruire estensioni Chrome) e poi ti fa domande mirate. Dove salvare i dati, in locale nel browser o con un backend con database. Con quale intelligenza artificiale generare i riassunti, l’API ufficiale di Gemini o le API sperimentali di Chrome. Quali fonti usare per le notizie e come aggiornarle, con un pulsante manuale o un controllo automatico. Cosa deve catturare l’estensione quando salvi una pagina e come vuoi interagire con lei. Che stile deve avere l’interfaccia.
Ogni risposta che dai è già una decisione di progetto. Se non capisci una domanda, chiedi all’agente di spiegartela: non stai usando lo strumento in modo passivo, stai imparando a progettare mentre lavori.
Un’ultima richiesta che vale sempre la pena aggiungere: fatti dare il piano anche in una versione HTML navigabile. L’intelligenza artificiale ragiona meglio sul testo, tu decidi meglio con un’interfaccia visiva. Questo pezzo di informazione navigabile si chiama artefatto e Antigravity lo genera già formattato con colori e struttura.

Come funziona l’agente: pensa, esplora, agisce (e quanto ti costa)
Prima di rispondere, a differenza di una chat, l’agente si prende del tempo per analizzare il contesto. Si dice che “pensa”: mette a fuoco cosa vuoi davvero. Se le informazioni che gli hai dato non bastano, esplora in autonomia: usa i tuoi strumenti connessi, cerca nelle cartelle del progetto, usa il terminale per navigare nel tuo computer e persino per creare cartelle nuove.
Ogni sessione ha un costo in token, la valuta invisibile che alimenta il lavoro dell’agente. Finiti i token, il lavoro si sospende anche se non l’hai terminato. Controlli i tuoi limiti (settimanali e per sessione) andando su Settings, poi Models: ci vogliono tre click per arrivarci e non è un caso. Le funzionalità che usi più spesso sono a meno di un click, quelle che gestiscono il tuo consumo sono più nascoste.
Il fornitore vuole farti usare di più lo strumento, preoccupandoti di meno dei costi.
Il modello che scegli è il motore: più è avanzato, più prende scelte accurate, ma consuma più token. Per attività semplici, come una ricerca online, usa un modello leggero con basso effort (sforzo). Per analizzare grandi porzioni di codice o progettare un’architettura complessa, alza modello ed effort.
Cliccando su Agent nelle impostazioni del menu di sinistra trovi anche i permessi dati all’agente. La Turbo Mode toglie tutte le barriere di sicurezza: l’agente non ti chiede conferma prima di usare il terminale o gli strumenti connessi. Ha senso solo su attività circoscritte senza conseguenze gravi, per esempio un progetto isolato che non tocca i tuoi documenti di lavoro. Se la cartella contiene dati sensibili, tieni i permessi attivi e fai sempre un backup prima di collegare un agente a dati importanti.
Più agenti in parallelo dentro lo stesso progetto
Quando hai più attività da assegnare, Antigravity può lanciare più agenti in parallelo, ognuno con il suo compito. Il vantaggio è che quello che accade in ogni “ufficio” non si accumula nella tua conversazione principale: la finestra di contesto resta pulita, spendi meno token e riduci il rischio di errori.
Antigravity, voglio che tu lanci più agenti per lavorare su task specifiche.
Il primo agente deve inizializzare un repository Git nella cartella di progetto e fare il primo commit. Da oggi in poi, ogni volta che c’è un cambiamento significativo nell’app, proponimi o effettua il commit.
Il secondo agente deve dirmi come collegare l’applicazione al mio Gmail, in modo che l’app prenda le newsletter etichettate come tali e carichi le notizie più importanti.
Git è il diario delle versioni della tua applicazione: se una modifica non ti piace, puoi tornare a una versione precedente invece di fidarti solo della memoria dell’agente. I file con dati sensibili, come le chiavi API, restano fuori da ogni salvataggio: sono file di ambiente e Git li ignora di default, perché caricarli più volte non è sicuro.
MCP: collegare Antigravity ai tuoi strumenti (l’esempio Granola)
Immagina l’MCP come un ponte che collega l’intelligenza artificiale alle applicazioni che usi ogni giorno. In lettura, l’agente prende dati da quello strumento: per esempio le trascrizioni delle tue call. In scrittura, l’agente usa quello strumento per fare qualcosa al posto tuo: per esempio inviare un’email dal tuo indirizzo.
Nel video collego Granola, l’app con cui prendo appunti e trascrivo le call: una volta collegata via MCP, chiedo all’agente di leggere le ultime trascrizioni e fare un riassunto, senza copiare e incollare nulla a mano.
Oltre a costruire il tuo MCP quando hai le credenziali API di uno strumento, Antigravity ti propone un elenco di MCP già consigliati e integrati, per esempio Firebase: clicchi, leggi la documentazione e capisci subito cosa puoi fare con quell’applicazione.
Pubblicare online gratis con Vercel
Quando l’app funziona in locale, il passo successivo è metterla online. Basta dire ad Antigravity di pubblicare il progetto su Vercel, uno spazio di hosting che puoi usare anche senza account, con il login Google o GitHub.
Antigravity, voglio mettere online la mia applicazione su Vercel.
L’agente lancia da solo il comando nel terminale, ti guida nell’accesso se non l’hai mai usato prima e ti restituisce un indirizzo reale, non più locale. Il piano gratuito di Vercel basta per pubblicare siti e app semplici; i piani a pagamento aggiungono funzionalità come le analitiche.
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Le skill: insegna un compito una volta, riusalo per sempre
Una skill è una competenza che insegni una volta all’agente e che lui richiama sempre nello stesso modo in scenari simili. Serve soprattutto a ridurre le allucinazioni: dai già un sentiero battuto invece di lasciare che l’agente reinventi la procedura ogni volta.
Il modo più semplice per crearne una è farti intervistare, esattamente come per il piano di progetto:
Antigravity, voglio costruire una skill per la pubblicazione efficace di applicazioni e siti web su Vercel. Guidami con un’intervista alla costruzione di questa skill, se ti servono dati aggiuntivi per creare la skill giusta chiedimeli.
Nel video rispondo a domande su architettura e tech stack, metodo di pubblicazione (CLI o integrazione automatica con GitHub) e aspetti avanzati come le variabili d’ambiente. Il risultato è un lungo prompt di istruzioni, la skill vera e propria, che trovi sempre in Settings, poi Personalizzazione e poi Skill.

Google Antigravity vs Claude Code (e Codex)
Antigravity è forte soprattutto sull’estetica: interfacce curate, siti visivamente belli e un’ottima base per il frontend. Inoltre è uno strumento particolarmente rapido nelle risposte anche se è più complesso risalire alla logica dietro le sue scelte.
Per il backend dell’applicazione e per la capacità di restare ancorato al contesto, preferisco Claude Code. Codex, di OpenAI, è ottimo per modifiche specifiche e l’implementazione di test sull’applicazione.
Sulla logica applicativa più solida, quella che regge un’app nel tempo, un flusso efficace è combinarlo con Claude Code o con Codex.
Ho spiegato questo flusso combinato nel corso completo sugli agenti di intelligenza artificiale. Se invece vuoi conoscere l’alternativa di Anthropic, Claude Code, trovi il corso dedicato tra i video suggeriti sul canale.
Tre risorse gratis da scaricare
Google Antigravity vs Claude Code vs Codex — Confronto operativo: prezzi, punti di forza, quando conviene combinarli. Utile prima ancora di aprire Antigravity la prima volta.
Il prompt per farti intervistare prima di ogni progetto — Lo schema esatto che uso per non partire mai a chattare a caso, con le variazioni per un sito, un’app o un’estensione.
Checklist sicurezza: permessi e Turbo Mode — Le domande da farti prima di togliere le barriere di sicurezza a un agente che tocca il tuo computer.
Risorse premium: gratis per 7 giorni
Fin qui hai abbastanza per aprire Antigravity con criterio: sai come farti intervistare, come gestire modelli e permessi, come collegare un MCP e come pubblicare online.
Nella parte premium trovi quattro risorse in più, più un kit:
la guida completa per collegare i tuoi strumenti via MCP, con la procedura passo passo usata per Granola
la tabella dei modelli disponibili su Antigravity (Gemini, Claude Sonnet e Opus, il modello open weight di OpenAI), quando usare ognuno e quanto costa
il prompt per lanciare più agenti in parallelo su task collegate, con la gestione automatica dei commit Git
il template della skill di pubblicazione su Vercel, pronto da adattare al tuo progetto
un kit per la tua prima app con Antigravity: struttura di cartelle, file di partenza e istruzioni di setup
Un pacchetto per impostare il tuo primo progetto Antigravity senza perdere tempo nella configurazione iniziale con:
struttura di cartelle consigliata per un progetto nuovo
checklist di setup: account, permessi, prima skill da installare
il prompt di intervista già pronto da adattare al tuo caso
promemoria sui file da tenere fuori da Git (variabili d’ambiente, chiavi API)
Compila queste sei domande per aiutarmi a capire come migliorare la newsletter. Grazie :)
Come lavorare insieme e risorse extra
Se hai trovato questa guida utile, ma vuoi un supporto personalizzato per usare l’intelligenza artificiale, ecco come posso aiutarti:
Summer AI School: 4 workshop sugli agenti AI ad agosto, con registrazioni e risorse sempre disponibili, per automatizzare lavori d’ufficio e creazione dei contenuti, creare app da zero e vendere servizi AI → Vai al programma.
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Granola — l’app con cui prendo appunti e trascrivo le call, il MCP che ho mostrato nel video: provi un mese di piano Pro gratis con il mio link affiliato - Sblocca l’offerta.
Wispr Flow — la risorsa che consiglio per dettare prompt lunghi e ricchi di contesto invece di scriverli: il piano gratuito copre già buona parte dell’uso settimanale. - Scopri Wispr Flow
Se questo corso ti è stato utile, lascia un mi piace e condividilo con una persona che vuole costruire qualcosa senza programmare: aiuti il video a essere scoperto da più persone.
Ci vediamo alla prossima,
Andrea








Il concetto di skill mi ha colpita, ma non per il coding. In produzione il problema è identico: la conoscenza di processo vive in testa a poche persone e si perde quando cambiano ruolo o vanno via. Insegnare una volta e far richiamare sempre la stessa procedura è esattamente quello che serve a un reparto qualità, non solo a un agente che scrive codice. Mi fa venire voglia di trattare i processi di fabbrica come si tratta una skill: documentati una volta, riusati per sempre.