Anthropic sfida il Pentagono. OpenAI firma subito
Anthropic rifiuta il Pentagono su armi autonome e sorveglianza. Trump boicotta l'azienda. Poi OpenAI firma lo stesso accordo. Chi decide i limiti dell'intelligenza artificiale militare?
Anthropic aveva un contratto da 200 milioni con il Pentagono. Aveva rinunciato a centinaia di milioni pur di non lavorare con la Cina. Era, in tutto e per tutto, un alleato degli Stati Uniti. Poi in 48 ore tutto è cambiato: una delle aziende di intelligenza artificiale più famose al mondo è diventata un pericolo per la sicurezza nazionale.
Questa settimana su YouTube ho ricostruito tutta la vicenda. Se non hai ancora visto il video, trovi tutto qui sotto. Se invece l’hai già visto, in questa newsletter trovi i dettagli che per ragioni di tempo non ho potuto sviluppare fino in fondo.
Cos’è Anthropic e perché questa storia è strana
Quando si sente “azienda tech rifiuta di collaborare con l’esercito” è facile pensare a una società idealista, un po’ naif, che non vuole sporcarsi le mani. Non è questo il caso.
Anthropic era ed è ancora legata alla Casa Bianca, in qualità di partner strategico per la sicurezza.
La società è stata fondata nel 2021 da Dario e Daniela Amodei, due fratelli usciti da OpenAI perché convinti che l’azienda avesse tradito la sua missione originaria in favore del profitto. La loro priorità era sviluppare un’intelligenza artificiale sicura, etica e trasparente. Claude nasce proprio da questa visione.
Ma per raggiungere il suo obiettivo Anthropic non ha rifiutato di integrarsi nell’apparato militare americano. Si tratta, infatti, della prima azienda di intelligenza artificiale a operare nelle reti classificate del Pentagono. Prima a lavorare con i Laboratori Nazionali nucleari. Prima a fornire modelli personalizzati per clienti della sicurezza nazionale. Claude veniva (e viene, fino a nuove dichiarazioni ufficiali) usato per analisi d’intelligence, pianificazione operativa e cyber sicurezza.
Per non lavorare con aziende legate al Partito Comunista Cinese, Anthropic ha lasciato sul tavolo centinaia di milioni di dollari. Di proposito. Insomma, la società degli Amodei era un alleato strategico degli Stati Uniti. Questo fino alla fine di febbraio 2026.
Lo strappo, infatti, si è consumato tra il 25 e il 28 febbraio, riempito da dichiarazioni social roboanti (quella del presidente Trump, su tutte) e da una notizia dirompente. OpenAI, uno dei principali competitor di Anthropic, venerdì ha approfittato della tensione per sottoscrivere un contratto con il Pentagono. E, come vedremo nei paragrafi successivi, anche questa collaborazione è piena di misteri.
Prima di procedere, però, è importante ricordare questo dato: lo scontro tra Anthropic e la Casa Bianca non vede contrapposti un’azienda pacifista e uno Stato guerrafondaio. Si tratta di uno scontro di ruoli e confini fra industria privata e apparato Pubblico.
I protagonisti
Dario Amodei — CEO di Anthropic, ex vicepresidente di OpenAI. Ha lasciato insieme alla sorella Daniela nel 2021 per fondare un’azienda di IA orientata alla sicurezza.
Pete Hegseth — Segretario alla Difesa degli Stati Uniti, nominato da Trump. Ha guidato le trattative e l’ultimatum verso Anthropic.
Sam Altman — CEO di OpenAI, l’azienda che ha sviluppato ChatGPT. Ha firmato l’accordo con il Pentagono poche ore dopo il ban di Anthropic.
Le 2 condizioni che hanno fatto esplodere tutto
Il Pentagono voleva poter usare Claude per “qualsiasi scopo legale”, senza vincoli imposti dall’azienda. Anthropic aveva due condizioni scritte nel contratto fin dall’inizio, che non era disposta a rimuovere.
La prima riguarda le armi completamente autonome. Non quelle parzialmente autonome, come i droni usati in Ucraina, guidati da operatori umani. Il problema sono i sistemi in cui l’intelligenza artificiale sceglie e colpisce un bersaglio senza nessun intervento umano nel ciclo decisionale.
Immagina un drone che sceglie autonomamente il bersaglio e si fa esplodere distruggendolo.
Anthropic non dice no a questa tecnologia per principio assoluto. Dice no perché i modelli di intelligenza artificiale attuali non sono abbastanza affidabili. Un drone guidato da un’IA che identifica male un bersaglio non ha nessuno che corregga l’errore prima che sia troppo tardi. Potrebbe danneggiare o distruggere un’ambulanza oppure ferire o uccidere soldati e civili dell’esercito americano.
La seconda clausola, imposta dall’azienda al Pentagono, riguarda la sorveglianza di massa dei cittadini americani. Qui entra in gioco un rapporto declassificato del 2022 dell’ODNI, l’ufficio del direttore dell’intelligence nazionale, che riconosce esplicitamente come il governo americano possa acquistare legalmente, senza mandato, dati sui movimenti, la navigazione web e le associazioni dei propri cittadini da fonti commerciali.
Dati dispersi, apparentemente innocui. Ma un sistema di intelligenza artificiale potente come Claude può assemblarli in automatico, costruendo un profilo dettagliato di qualsiasi persona su scala massiva. La legge non ha ancora tenuto il passo con la tecnologia. E Anthropic non vuole essere lo strumento che colma quel vuoto, permettendo al Governo un controllo orwelliano della società.
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L’ultimatum della Casa Bianca e le sue contraddizioni
Il 25 febbraio, si è tenuto incontro diretto al Pentagono tra Dario Amodei (CEO di Anthropic) e il Segretario della Guerra Pete Hegseth. Riunione descritto come cordiale da chi era presente. Però non è stato raggiunto un accordo.
Il giorno dopo Anthropic pubblica la sua dichiarazione ufficiale. Nessun passo indietro.
Arriva l’ultimatum: entro le 17:01 del 27 febbraio, cedere o affrontare tre conseguenze. La revoca del contratto da 200 milioni. La designazione come “rischio per la catena di fornitura”, una definizione fino ad allora riservata ad aziende legate a governi stranieri ostili, mai applicata a un’azienda americana. E l’attivazione del Defense Production Act del 1950, una legge di emergenza che darebbe al governo il potere di obbligare Anthropic a rimuovere i limiti e persino di requisirne la tecnologia.
Il punto più paradossale lo ha sollevato il sito Politico: le ultime due minacce si contraddicono a vicenda. Una dice che Anthropic è un pericolo per la sicurezza nazionale. L’altra dice che la sua tecnologia è così essenziale da doverla requisire con una legge di emergenza. Non possono essere vere entrambe.
La risposta di Amodei è rimasta invariata: “Le minacce non cambiano la nostra posizione. Non possiamo in buona coscienza accedere alla loro richiesta.”
Alan Rozenshtein, professore di diritto dell’Università del Minnesota, ha sintetizzato la questione: “Il governo vuole continuare a usare la tecnologia di Anthropic. Sta semplicemente usando ogni leva di pressione disponibile.”
Il colpo di scena
Nelle stesse ore in cui Trump ordinava alle agenzie federali di cessare ogni utilizzo di prodotti Anthropic, Sam Altman annunciava su X che OpenAI aveva appena firmato un accordo con il Pentagono.
Nel testo dell’annuncio, Altman scriveva che la tecnologia di OpenAI non sarebbe stata usata per sviluppare armi completamente autonome né per attività di sorveglianza di massa interna. Le stesse identiche condizioni per cui Anthropic era stata trattata come un’azienda nemica.
Hegseth ha ricondiviso l’annuncio di Altman senza commenti. CNN ha chiesto al Pentagono di spiegare cosa ci fosse di formalmente diverso tra i due accordi. Al momento in cui scrivo, non c’è stata risposta.
La grande questione
Chi dovrebbe decidere i limiti dell’intelligenza artificiale militare? Le aziende che la costruiscono e ne conoscono i rischi reali? I governi, che rispondono ai cittadini e portano la responsabilità delle operazioni? O serve una struttura di governance terza, che al momento non esiste?
Oggi non esiste una risposta, ma sono convinto che questa vicenda sia solo la prima di una serie. Man mano che i sistemi di intelligenza artificiale diventano più capaci, queste tensioni non diminuiranno. Cresceranno. E questioni come questa non potranno essere più ignorate.
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Non realizziamo spesso approfondimenti di questo tipo. Se il video e la newsletter ti sono piaciuti lascia un like e fammelo sapere nei commenti alla newsletter o al video. Mi aiuta a capire se vale la pena continuare su questa strada.
A presto,
Andrea
Ps. se ci hai trovato per nostre guide su come usare l’intelligenza artificiale, ecco altre risorse utili:
Canale YouTube di IA per tutti
Percorsi di affiancamento aziendale per usare l’AI in modo strategico





Grazie per aver condiviso i documenti originali in questo spazio. Avere la possibilità di consultare direttamente i testi e le motivazioni di Anthropic aiuta a comprendere la reale portata dello scontro con il Pentagono. La differenza di approccio rispetto a OpenAI evidenzia quanto sia urgente stabilire delle linee guida etiche e internazionali per l'uso dell'intelligenza artificiale in ambito militare, prima che queste decisioni vengano prese esclusivamente in base a logiche di mercato o di politica interna. L'approfondimento scritto si conferma un complemento perfetto all'analisi visiva.
Caro Andrea, "collega" ed amico, oggi ti ringrazio per il punto di vista espresso con la chiarezza dei materiali e dei fatti, senza per forza dare un giudizio.
La questione è importante, ma i principali attori si sono già sfilati dal firmare il trattato sull'etica ed il controllo "militare" delle AI qualche settimana fa.
Spero anche io che questo genere di avvenimenti porti a qualche riflessione collettiva, altrimenti siamo veramente ad un passo da uno dei tanti futuri distopici da film di fantascienza!